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Lettera di P. Massimo ai benefattori Lima, 2 Gennaio 2010
Carissimi amici, Sono passati più di due mesi dalla mia partenza per il Perù e già sono "scoppiato"…Tutti i miei propositi di scrivere una lettera al mese per tutti gli amici e benefattori si sono frantumati contro la mia incapacità di programmarmi la giornata, di ritagliarmi dei momenti "privati" per riflettere, leggere, scrivere… è come se davanti ai problemi della gente ritagliarmi dei momenti mi sembra un lusso. Sò che sbaglio, però credo che tanti di voi farebbero lo stesso. Altro motivo del mio silenzio stampa è che applico spesso il "Teorema del domani"... tipo domani scrivo... domani stacco. Finita l'apologia sul fatto che non ho scritto, passo a raccontarvi un po' dei primi due mesi a Pucallpa. Dopo essere stato i primi giorni sulle Ande con mia sorella Barbara per salutare i miei cari amici di S.Luis, Chacas, Pomallucay, e a fare tante prime messe, la prima domenica di novembre ho fatto l'entrata nella mia parrocchia S. Giovanni Bosco di Pucallpa. È stato commovente vedere i bimbi dell'oratorio cantare e pregare bene insieme, recitare con entusiasmo il brano della Genesi che parla della Creazione, far festa insieme con i vicini, i poveri, le persone che frequentano la parrocchia, e poi a torta finita tutti a leccare la crema rimasta e impiastrarsi fino alle orecchie. Prima di notte già i poveri con i problemi più urgenti di salute sono venuti a parlare, piangere, chiedere... è finita subito la poesia della festa. Mi è toccato subito pagare le belle parole commoventi che ho detto in Italia sui poveri. Non ci crederete, ma solo dopo la prima settimana immerso nei problemi della gente, pensando alla mia ordinazione mi sembrava secoli fa... altro che prete novello, un prete vecchio e stanco con tanti acciacchi e limiti. Dico SI subito e penso che sto esagerando… Dico NO e mi sento cattivo e non riesco a dormire con le vostre offerte in banca… Dico VEDIAMO e mi sembra di prendere in giro la gente. Se apro la porta vengono troppi, se la chiudo non viene nessuno e il commento è "il padre è cattivo, ha i soldi e non aiuta". Credetemi non è facile far la parte ti Gesù, è stato più facile far la parte dell'asino di Gesù all'entrata a Gerusalemme, osannato e applaudito... Dopo i primi giorni di ascolto disorganizzato, ho preparato delle schede in cui scrivo la storia e la situazione di ogni povero che viene a chiedere. Tutti casi molto tristi, soprattutto di donne che hanno avuto più uomini (che le picchiavano, ubriaconi.., più figli (sparsi qua e là), più aborti (una ferita sempre aperta per una donna..). Altra categoria davanti ai quali non riesco a non commuovermi sono i malati di AIDS, i disabili, gli epilettici, o altri con malattie anche semplici, ma se non si hanno soldi in città si muore anche solo per diarrea. Alla mia domanda (retorica perché sò già che non lo sono): Sono battezzati i vostri figli? La risposta più frequente è "No Padre, porquè no tenemos plata". Ed io gli dico di venire a messa, di far parte di una comunità cristiana, di "coprire" i figli sotto la preghiera della Chiesa Universale sulla terra e nel Cielo. Intuirete che vengono a messa perché il Padre Massimo li aiuta... ma cosa mi interessa, poi sarà il Signore ad entrare nei loro cuori con il Sacramento e l'ascolto del Vangelo. I frutti poi dipenderanno dal cuore di ognuno, chi 1 - 10 - 100 - 10.000. Anche solo in questo anno un po'di frutti li vedo, soprattutto le amicizie che si creano fra le persone che girano in parrocchia, tra oratoriani, catechisti, mamme.. I papà per ora sono più devoti all'alcool, ma con la costanza arriveranno anche loro. Nel sentire le loro storie mi commuovo tante volte, mi viene da piangere, abbraccio, dò dei viveri, dei soldi, un modo per dire ti voglio bene, anche se la tua vita è un disastro e sembra che tu non abbia scampo. Mi frulla in testa la frase "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". Davanti alle donne a cui è stato consigliato di abortire esce tutto il mio orgoglio di seguire Gesù e dico: non preoccuparti, ti aiuto io! Anche se la matematica e l'economia direbbero: Se vai avanti così i tuoi fondi non durano 6 mesi! A volte con pochi euro si salva la vita ad una persona; come a Pilar, una ragazza di 17 anni che stava malissimo. È andata da maghi, dottori (sicuramente non luminari), rimasta senza soldi viene a piangere da me con suo papà. Alla fine era incinta di 3 mesi con il bimbo morto, con 200 $ (quelli che mi avete regalato voi) si è risanata. Oppure c'è David con la sua ernia tra i testicoli di 750 g, l'abbiamo fatto operare e ora gli sembra di volare. O il bimbo di Lessi nato senza ano.. Poi c'è Persy che è stato in ospedale per più di 40 giorni dopo che sua mamma mi aveva chiamato per battezzarlo. Era a casa sua con più di 40 di febbre da più di un mese (TBC poi andata al cervello). Alla fine l'ho battezzato, dopo una settimana gli ho dato l'unzione degli infermi, sua mamma è come impazzita, il primo pensiero è che se mi avesse chiamato prima (non lo portavano all'ospedale per mancanza di soldi, e le cure per la TBC sono gratuite!), all'età di 18 anni è morto che pesava 29 kg. Dopo i dubbi e i perché iniziali ho avuto come una pace di fondo: Persy è l'Angelo della parrocchia; anche sua mamma Flor si è ripresa e mi ha fatto dire la S.Messa per lui… è morto appena battezzato come un angelo. Pregate perché la mia Fede non venga mai meno e affronti con entusiasmo i primi mesi dell'anno in cui farò 3 settimane di forestazioni con 30-35 bambini (i più buoni, che saranno i futuri collaboratori della parrocchia) e poi preparerò ancora più o meno 100 bimbi al battesimo e alla Prima Comunione. Passate un buon anno pieno d'Amore, sempre verso l'unica vera meta: Dio. Fate girare questa lettera e vi ripeto che il più bel regalo per me è ricevere i vostri "fioretti" ogni mese, anche se poco non importa ("Ogni cacca di mosca fa sostanza!"). Grazie Grazie Grazie per chi già mi aiuta e mi vuole bene. Scrivetemi, mi fa sempre piacere avere notizie. Con tutto il mio bene e la stima, Vostro P. Massimo p.s. Ah dimenticavo. È stata una grande soddisfazione vedere il salone dove facciamo la messa strapieno la S.Notte di Natale. Il regalo più bello è che tutti hanno ricevuto bene la S.Comunione. E' il primo anno che la mia gente celebra il S.Natale, ed io ho comprato il cavallo e la mucca per l'attuazione! |