|
Lettera di P. Massimo agli Amici Lima, 8 Maggio 2010
Carissimi Aamici e Benefattori, Come sempre mi trovo in ritardo nell'aggiornarvi su come procede la missione a Pucallpa e vi chiedo scusa. Febbraio e marzo sono stati mesi molto caldi, un caldo insopportabile che a volte toglie le forze, placato solo dai violenti acquazzoni, che però poi riprende più umido ed intenso. In parrocchia la mia preoccupazione principale era di preparare bene i bambini della Prima Comunione che ho cominciato a radunare a fine gennaio. La fatica più grande come sempre è stata quella di insegnare i Comandamenti, ma soprattutto il peccato corrispondente ad ogni comandamento. La fatica è fargli capire la bruttezza del peccato, le cattive conseguenze e stimolare il pentimento. È stata una grande soddisfazione vedere i bambini confessarsi in ginocchio, piangere, seri nel prepararsi. Pensate che due ragazze in particolare (13 anni), aspettavano con impazienza il giorno della prima confessione per aver capito chiaramente la necessità di ricevere il perdono.. piangevano di gioia. Così l'11 aprile 58 bambini tra i 9 e i 15 anni hanno ricevuto la Prima Comunione, con anche 10 mamme preparate a parte facendo un quaderno sulle lezioni principali della nostra fede. Ho comprato ai bambini il vestito ed ammazzato la mucca Belén per far festa insieme (la mucca l'avevo comprata a Natale per fare il presepe vivente). I bambini erano felicissimi, purtroppo per tanti la presenza dei genitori non c'era...ed è meglio che non apro il capitolo famiglie, ma potete immaginare. A volte è meglio far finta che tutto sia normale per poter andare avanti. Il 25 aprile hanno fatto la Cresima 10 dei miei catechisti, 5 maschi (2 di questi vanno anche a degli incontri vocazionali.. certo gli ho detto che se vogliono fare il prete devono farlo meglio di me!), e 5 ragazze. Con loro durante l'anno avevamo fatto catechismo sulla vita di Gesù leggendo il Vangelo di Luca e in un ritiro abbiamo approfondito gli Atti degli Apostoli. Gli ho fatto vedere un film su S.Paolo e si sono gasati. Più che nella testa spero che gli sia entrato qualcosa nel cuore. Ora dovrò riformare i gruppi dell'oratorio, preparare le mamme ed altri adulti alla Cresima.. Battesimi di bimbi piccoli ne ho fatti tanti, cercando di preparare le mamme che a volte non sanno scrivere e fare 2+2, però credo che possano essere più vicine al Signore di tanti di noi (vedi S.Bernardetta). Per una parrocchia di più di 30.000 abitanti tutto questo non è proprio niente, però non guardo ai numeri, ma se le persone camminano verso il Signore, se amano ogni giorno di più Gesù. Desidero che si formi un gruppo di collaboratori, e non è facile partendo da 0, o meglio da - 1.000. I poveri non mancano mai, anzi si passano la voce ed accorrono più numerosi. Soprattutto i malati vengono a chiedere aiuto come ultima spiaggia. Ora ho due infermiere che mi aiutano (pagate ogni mese) e sono diventato amico dell'assistente sociale che da un lato mi aiuta a capire le leggi della sanità peruviana, dall'altro mi trova nuovi poveri (casi estremi) extraparrocchiani da aiutare con soldi, viveri, vestiti, medicine.. Con l'arrivo di Giacomo di Chiavenna (che ora è già in Italia) abbiamo cominciato la costruzione dell'infermeria nuova, che poi ho un po' frenato per le feste di Pasqua, i sacramenti e i soldi che vanno come ghiaccio al sole. Ho fatto fare anche un pozzo (una perforazione di 100 m) per dare l'acqua alle famiglie dell'Asientamento Humano in cui vivo (costato più o meno 12.000 $). La gente si era collegata al mio pozzo, ma poi la mia pompa si stava rovinando. Come negare l'acqua con un caldo così? A volte rischio, sapendo che ho tanti amici buoni e la Provvidenza non può mancare.. altre volte quando penso umanamente mi manca la terra sotto i piedi. È una continua lotta tra testa e cuore… negare, dare… aiutare o no. Credetemi non è facile sempre decidere ogni giorno. Per esempio ora c'è Valter con due cannette di drenaggio nella pancia da 8 mesi; doveva toglierle dopo 8 giorni ma non aveva i soldi ed è andato a coltivare banane, così gli si sono marcite dentro la pancia, un disastro. Dovrei mandarlo a Lima a farlo operare spendendo un bel po' di soldi. Che fare? E se rimango senza soldi per quelli a cui ho già fatto la promessa di aiutarli per la casa, per lo studio, gli altri malati, l'infermeria da finire?.. ci pregherò su. Anche voi pregate, di fatti così ce n'è ogni giorno; vedo sempre di più la differenza fra la nostra vita "normale", da ricchi, e la vita dei poveri, questo mi strazia. Sogno come una utopia una vita dignitosa per tutti. Un mio vicino Jorge, a cui abbiamo rifatto la casa, ha detto a Giacomo: "Io non chiedo mai niente al Padre Massimo, ma una casa decente sì, perché non mi andava bene di vivere come un animale". Poco a poco, almeno ai vicini voglio fare una casa decente; la prossima sarà per Diana, madre sola con 6 figli, sono mesi che gliel'ho promesso ( una casa di 4x6 di listoni di legno e il tetto di onduline). Sarebbero lavori facili e con 1.000 $ si fanno, il problema è che sono tanti. Anche Patrizia della Brianza, infermiera, è venuta a trovarmi per qualche mese. Una ragazza molto buona, dalle 5.30 del mattino a mezzanotte senza fermarsi (io la chiamavo wonderwoman o duracell per prenderla in giro), molto attenta verso i poveri e i malati. Si è affezionata alla gente, ai bambini e già si è messa in moto per mandarmi materiale per l'infermeria, e siamo sempre in contatto. A questo proposito approfitto per chiedere se qualcuno di voi (muratore, falegname, idraulico, infermiere, ecc…, sempre persone adulte e mature: il contesto dove vivo è difficile!), vuol venire a dare una mano per un periodo è ben accetto (sempre mettendoci d'accordo prima). Spero che in giugno venga un ragazzo o una ragazza dell'Operazione Mato Grosso ad aiutarmi per 6 mesi, per portarmi aria fresca, entusiasmo, notizie dall'Italia... Ho fatto anche un campo da calcio davanti alla casa in cui vivo. Sogno sempre che nel terreno della parrocchia le persone trovino il modo per divertirsi ed educarsi in modo sano. Ci sono ancora tanti lavori e sogni: aprire un altro centro a Roccaforte, costruire una bella chiesa dedicata a S.Giovanni Bosco, fresca e silenziosa (per questo ci vorrebbe un miracolo). Grazie per le preghiere e i versamenti che fate e per il bene che mi volete. Anche se non ho il tempo di rispondervi personalmente scrivetemi, fa sempre piacere ricevere notizie dall'Italia da persone care. Nella prossima lettera vi farò sapere se la nuova infermeria è finita e come va il nuovo anno di oratorio che cominceremo ufficialmente domenica 16 maggio col concorso "Don Bosco saltimbanqui". Ah dimenticavo, nel mese di maggio abbiamo cominciato a dire il S.Rosario nelle famiglie e volevo cominciare a benedire le case per conoscere nuove zone e invitare alla Messa. Scusate la lettera confusa e lunga ma le cose sono talmente tante… e poi fare il cronista di me stesso mi stona un po'. Grazie grazie grazie Un forte abbraccio e una preghiera Con bene e stima vostro P. Massimo |